01/12/2011
In Lavorazione il Saggio inedito di Stelvio Nunziata: "L'Uomo Extratemporale"
INFO/News: 01/12/2011 - In corso di Lavorazione Editoriale, per la Collana di Studi e Ricerche sez. "Mito e Scienza" diretta e curata dalla prof.ssa Donatella Bisignano, docente e filosofa, il Saggio inedito dell'Autore Stelvio Nunziata, scrittore, saggista, ricercatore metodico e studioso poliedrico, dal Titolo: "L'Uomo Extratemporale", il Dono Mistico dell'Immortalità attraverso il viaggio per la conquista dell'Eternità.
Un Saggio a carattere filosofico e scientifico sul concetto di vita eterna, intesa come capacità dell'uomo a sopravvivere all'infinito, o per un lasso di tempo più o meno grande, senza dover per questo affrontare la condizione ineluttabile della morte fisica e/o biologica del corpo materiale; il corpo umano e l'anima nel loro divenire dialettico, attraverso un percorso evolutivo, che diviene fisico e scientifico ma anche di ascesi spirituale, e che spinge l'uomo ai confini della propria conoscenza e a desiderare l'eternità.
La "ragione" della Ricerca scientifica più innovativa e i "dogmi" della Fede religiosa, in materia di evoluzione biologica umana e di liberazione "escatologica" dell'essere sulla Terra, sono messi a confronto ed analizzati, secondo uno schema narrativo chiaro e divulgativo ed una chiave di lettura originale e avvincente.
La Redazione
20:44 Scritto da: atanatos1717 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
28/11/2011
S. Natale 2011: Auguri
...by www.editricecliodea.com ::: La VERA Cultura è la VERA Civiltà!
Il Libro "La Primavera Rivelata" di Mariarosaria Salerno e tutte le Produzioni di casa CLIODEA sono in vendita onLine su tutti i Portali web e-commerce, nazionali ed internazionali:
AMAZON: http://www.amazon.it/cliodea-Libri/s?ie=UTF8&rh=n%3A4...
DEASTORE: http://www.deastore.com/editore/Cliodea.html
IBS: http://www.ibs.it/editore/Cliodea/cliodea.html
UNILIBRO: http://www.unilibro.it/find_buy/findresult/libreria/prodo...
LIBRERIAUNIVERSITARIA: http://www.libreriauniversitaria.it/libri-editore_Cliodea...
WEBSTER: http://www.webster.it/c_power_search.php?shelf=BIT&q=...
LIBRERIASCOLASTICA: http://www.libreriascolastica.it/libri-scuola/editore-cli...
MEDIAWORLD: http://compraonline.mediaworld.it/webapp/wcs/stores/servl...
WUZ: http://www.wuz.it/catalogo/libri/cerca.aspx?Type=ExactPub...
CASALINILIBRI: http://www.casalini.it/
18:17 Scritto da: atanatos1717 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
03/05/2011
La Primavera Rivelata di Mariarosaria Salerno
Scheda Editoriale: "La Primavera Rivelata" di Mariarosaria Salerno ISBN 9788890339554 by Editrice Cliodea 2011
Quarta di Copertina: Collana di Storia dell'Arte e Architettura "La Primavera Rivelata" di Mariarosaria Salerno - Disponibile a partire dal 28/05/2011 - by Uff. Stampa e Comunicazione Cliodea!
www.editricecliodea.com
Note Biografiche
Mariarosaria Salerno, nasce a Reggio Calabria, risiede a Cosenza, dove insegna, attualmente, Disegno e Storia dell'Arte negli Istituti Superiori.
Laureata in Architettura presso l'Università degli Studi di Reggio Calabria, si è specializzata a Roma in Tecniche della Conservazione dei Beni Culturali, conseguendo anche i titoli di Tecnico V.I.A. e di Addetto alla P.A., presso l'Istituto Superiore Europeo di Studi Politici, di Reggio Calabria.
Pluriabilitata all'insegnamento ha collaborato a numerosi progetti ministeriali, ed ha conseguito numerosi riconoscimenti in premi e concorsi letterari: Premio Nazionale “Mater”, Carrara, 1990; Premio Lett. Naz. ”Alfonso di Benedetto”, Chiusia Pesio (Cn), 1990; Premio “Citta’ del Marmo “, Carrara, 1990; Premio “Natale”, Carrara, 1990; Premio Internazionale permanente “Oggi futuro”, Reggio Cal., 1990/1991; Premio Naz. “Primavera Strianese”, Striano (Na), 1991; Premio Lett. Internaz. “Trofeo degli Appennini”, Luco, 1991; Premio Internaz. “Nuovi Orizzonti”, Sorrento, 1991; Premio Internaz. “Seleuropa”, Luco, 1991; Premio Naz. “Citta’ di Latina”, Latina, 1991; Premio Lett. Internaz. “Valori della Vita”, Napoli, 1991; Premio “Calabria 79 ”, Praia a Mare (Cs), 1991; V° concorso Lett. Internaz. “Giovanni Gronchi”, Pontedera (Pi), 1991; XXI° Conc. Internaz. “Golfo di Napoli”, Sorrento, 1992; XXIII° Conc. Internaz. “Giuseppe Ungaretti”, Sorrento, 1992; Premio Lett. Naz. “Dante Alighieri”, Montecatini, 1992; XXIIIª Ed. Conc. Internaz.”Premio San Valentino”, Terni, 1992; XXIIª Ed. Conc. Internaz.”Premio Madre Terra, Sorella Acqua”, Assisi, 1993; I° Premio Lett. Naz. “Omaggio a Giacomo Puccini”, Lido di Camaiore, 1993; Concorso Lett. Internaz. ”Premio Umbria”, 1993; Premio “Citta’ di Viareggio”, Lido di Camaiore, 1993; Concorso Internaz. “G. Ungaretti”, XXVIIIª Ed., Napoli, 1998; I° Premio Lett. Naz. “Giuseppe Federici, Rimini, 1999; Premio Internaz. “Citta’ di Santa Maria a Monte”, 2000; Premio Naz. “Litorale Pisano”, Pisa, 2000; Granpremio Internaz. “Interart”, Carrara-Hallstahammar, Carrara e Hallstahammar (Svezia), 2000; Concorso Internaz. “Citta’ di Avellino”, Avellino, 2001; Premio Nazionale Histonium, XXIVª Ed. Vasto ( Ch), 2009; I° Concorso di Poesia inedita “ il Federiciano”, Rocca Imperiale (Cs), 2009. VIIª Rassegna d'Arte e Letteratura “Omaggio a Cortona, Storica città d'Arte, Cortona, 2010; Rassegna d'Arte e Lett. “La Vela e il Mare, Lido di Camaiore, 2010; IVª Biennale d'Arte e Lett. “Omaggio alla Città di Roma, Roma 2010; Premio nazionale “Histonium”, XXVª Ed., Vasto (Ch), 2010.
L'Autrice è presente in numerose antologie poetiche e riviste, con poesie, racconti e saggi; per di più ha collaborato con recensioni e racconti alla rivista “Gli Artisti del giorno”, Cuneo, 1990-1991; ed ancora con diversi articoli a carattere storico-artistico e poesie che sono presenti nel periodico “L'Altra Reggio”, 1990-1991. Successivamente ha curato per l'Istituto d’Arte di Locri (Rc) “L’Annuario 1998”; ha pubblicato il volumetto “Castelli di Calabria - Storia, Arte, Folklore”, Ed. Pellegrini, Cosenza, 1999; ed ha collaborato con la rivista “Nuova Dimensione” con articoli a carattere storico, artistico o antropologico, Vibo Valentia, 2003-2004. La Scrittrice è presente, anche, con una sua analisi inserita nel ”I° Quaderno del Liceo”, 2006, realizzato dal Liceo Classico di Trebisacce (Cs), su una ricerca condotta dal prof. Bellino dell’Universita’ di Napoli sulle problematiche adolescenziali; infine ha pubblicato una prima Silloge poetica intitolata “Pennellate d’Azzurro”, Ed. il Filo, Roma 2008; ha pubblicato il volume intitolato “Il Portale nei secoli”, l’Officina delle Idee Edizioni, Cosenza, 2009; e di recente ha pubblicato per i tipi di Editrice Cliodea la Silloge “Le Parole del Cuore” Cosenza 2010; ed è diventata Redattrice per la Calabria di Cronache Italiane, testata dell'Ansa.
Oltre a ciò, per il liceo classico di Melito Porto Salvo (Rc), ha curato i costumi e le scene della “Medea”, 1995; per l'IPSSCTSP di Vibo Valentia ha realizzato le scenografie della rappresentazione teatrale “La Giara”, 2001; ha collaborato alla realizzazione di mostre e di carri allegorici di carnevale per l'Istituto Statale d'Arte di Locri (Rc), 1998-1999, per conto del quale ha prodotto uno studio sul “gioiello magnogreco”, la cui collezione è stata poi realizzata dall'orafo Gerardo Sacco; ha realizzato le scenografie della rappresentazione teatrale “Changing”, organizzata dal Liceo Scientifico “E. Fermi di Cosenza, 2010; è presente in cataloghi artistici e siti internet con recensioni d'arte, tradotti anche in lingua straniera; è stata relatrice in numerosi convegni e conferenze; è entrata a far parte del Comitato tecnico-scientifico della Casa Editrice Cliodea, in qualità di direttrice e curatrice, della Collana editoriale di “Storia dell'Arte e Architettura”, nonché Vice Presidente dell'Associazione Culturale “Credendo Vides International Onlus”, di prossima istituzione.
Premessa dell'Autrice
L'Arte ha da sempre celato misteri interpretativi connessi al momento storico in cui si è realizzata, alle civiltà presso la quale si è evoluta, alle funzioni che l'opera d'arte doveva assolvere. Così da un'arte primitiva, simbolica, con funzione magica o propiziatoria, si è passati ad espressioni artistiche più razionali, che utilizzavano regole e leggi, applicavano canoni, ricercavano nuove tecniche.
Attraverso i secoli, l'Arte si è posta numerose domande ed ha cercato di risolvere problematiche tecniche, funzionali ed estetiche di notevole interesse scientifico, coinvolgendo ambiti sempre più vasti e specialistici. Tuttavia, storicamente, non sempre, gli artisti hanno goduto di grande fama ed attenzioni, che fossero considerate degne di vera lode e gratitudine, per i successi artistici, conseguiti dai medesimi. Eppure, gli artisti, soprattutto nel Rinascimento, non sono stati solo dei semplici “esecutori di opere” o “degli artigiani”, come erano ritenuti nel Medioevo, difatti, l'artista rinascimentale era stimato come “uomo colto ed erudito”, “un profondo osservatore della natura”, “un ricercatore attento e minuzioso”, conoscitore di ambiti disciplinari molto diversi tra loro, eppure non sempre questi aspetti, sono stati tramandati con esattezza sullo sfondo dei fatti più salienti della storia.
Solo in alcuni casi, come è accaduto, ad esempio, per Leonardo da Vinci, per Piero della Francesca, per Leon Battista Alberti, è stato possibile rilevare l'importanza dello studio effettuato da quegli illustri personaggi di quel secolo, essendo che i loro scritti, appunti e trattati sono pervenuti integri fino ai nostri giorni. Di Leonardo, inoltre, ci sono giunti svariati scritti (appunti, schizzi, lettere, ecc.) ai quali si è potuto concretamente attingere, per avere informazioni sugli studi di ingegneria militare, di architettura industriale, di meteorologia, di fisica, di anatomia, di tecnologia, ecc. Anche i trattati di Leon Battista Alberti, sulla pittura, sulla scultura e sull'architettura hanno prodotto una svariata quantità di informazioni. Così pure, per quel che concerne la produzione artistica e letteraria di Piero della Francesca. Tra gli artisti-letterati, di gran fama, il Vasari si è rivelato una delle fonti più accreditate ed attendibili.
Questo lavoro, pertanto, non vuole solo fare emergere l'importanza dell'arte in un particolare periodo storico, artistico, e sociale come quello rinascimentale; ma vuole nel contempo far conoscere ai lettori la grandezza di una singolare personalità artistica, in questo caso, il Botticelli, ed evidenziare le numerose difficoltà riscontrate dai critici o studiosi, anche, dell'arte moderna ad interpretare adeguatamente e correttamente tutta la sua produzione artistica, attraverso l'analisi di un'opera meravigliosa, celeberrima, come è appunto, “La Primavera”.
La Primavera, che Botticelli ha caricato di significati, velandone il vero senso del racconto alle moltitudini, per mezzo di simbolismi tra i più misteriosi ed indecifrabili, pure ad una lettura più attenta, risulta che il Maestro in questione non utilizzò un solo “codice”, ma diversi codici interpretativi. La scelta da parte mia di questo titolo: “La Primavera Rivelata” nasce, proprio perché, il termine “rivelare” cela significati sottili e contingenti, infatti il verbo “velare”, vuol dire celare, nascondere, coprire con un velo; mentre la parola “rivelare” vuol dire rendere manifeste le cose sconosciute, segrete e misteriose. La Primavera, che volutamente è stata velata nella sua essenza con l'uso di simbolismi criptici ed esoterici, ora più che mai rivela la sua vera identità.
Il presente studio si sviluppa attraverso cinque Capitoli, ognuno dei quali cercherà di chiarire quegli aspetti specifici congiunti all'opera; ed inoltre servirà per una completa ed articolata comprensione della medesima. Il primo Capitolo, di introduzione, focalizza l'attenzione sull'autore e sul ruolo degli artisti nel Rinascimento. Il secondo Capitolo, trattando il significato figurale e retorico dell'opera d'arte, si trasforma in substrato per la comprensione del Terzo, che entra, al contrario, nel vivo dell'indagine, attraverso una “lettura” metodologica dell'opera, trattando varie ipotesi e vagliando fonti, motivazioni, elementi reali e non, per cercare di giungere ad ipotesi attendibili. Vengono, inoltre, confrontate tesi, opinioni, ricerche, studi, critiche; tutte notizie interessanti, tutti apportatrici di piccoli tasselli nella realizzazione di un grande “puzzle”, e cioé svelare “il mistero, o meglio i misteri, della Primavera”.
Il quarto Capitolo si sofferma sul concetto di bellezza nelle varie epoche e quindi sull'estetica. Infine il quinto Capitolo rivela il linguaggio dei fiori, che sono molto presenti nel quadro. Naturalmente, ringrazio tutti coloro che mi hanno incoraggiata nel portare avanti questo mio studio e mi hanno aiutata nel reperimento di materiale più o meno interessante per la completezza del saggio, trattando ambiti molto diversi, dalla storia, alla filosofia, dal simbolismo, alla floricoltura, dalle tecniche, alla psicanalisi.
In particolare ringrazio di cuore il mio editore, Dott. Atanasio Bisignano, che da uomo colto e raffinato; e da “iniziato”, ha compreso i significati più criptici e profondi del saggio, sostenendomi ed aiutandomi. Un ringraziamento sentito lo esprimo nei confronti dell'Arch. Prof. Fulvio Terzi per aver fornito informazioni e materiale critico di grande importanza; un caro e affettuoso ringraziamento lo rivolgo pure alla collega ed amica, Prof.ssa Donatella Bisignano per tutto il lavoro di revisione e per i consigli e suggerimenti che mi ha dato per la trattazione filosofica; e al padre di lei, Prof. Ottavio A. Bisignano, per aver voluto arricchire ed impreziosire, il mio lavoro con le sue opere poetiche; ed infine, un doveroso ringraziamento lo rivolgo anche al collega Prof. Antonio Niccoli per avermi reperito materiale e saggi, molto utili alla realizzazione di questa opera.
Mariarosaria Salerno
Studio Critico Introduttivo
“(...) Non ti ho fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale, perché di te stesso quasi libero e sovrano artefice ti plasmassi e ti scolpissi nella forma che avresti prescelto. Tu potrai degenerare nelle cose inferiori che sono i bruti; tu potrai, secondo il tuo volere, rigenerarti nelle cose superiori che sono divine. - (...) Nell'uomo nascente il Padre ripose semi d'ogni specie e germi d'ogni vita. E a seconda di come ciascuno li avrà coltivati, quelli cresceranno e daranno in lui i loro frutti. (...) se sensibili, sarà bruto, se razionali, diventerà anima celeste, se intellettuali, sarà angelo, e si raccoglierà nel centro della sua unità, fatto uno spirito solo con Dio (...).”
Pico della Mirandola (“Oratio de Hominis Dignitate”)
Questo nuovo libro dal titolo: “La Primavera Rivelata”, che la Professoressa Mariarosaria Salerno, esperta e insegnante di Storia dell'Arte, ci offre come dono della sua anima profonda, sensibile e religiosa - dopo una mia attenta analisi e lettura - si rileva molto interessante, pregevole e prezioso al pubblico di ogni età e formazione scolastica, sia dal punto di vista didattico, che dei contenuti conoscitivi, trasmessi da Ella con dovizia e cura dei particolari; ed ancora con acume e perspicacia di abile studiosa, che ha affrontato la materia qui trattata, ricorrendo anche all'apporto e al confronto delle varie discipline; e allo studio autorevole o ai contributi degli studiosi e dei critici d'arte di gran fama. È, infatti, leggendo l'argomento principale del testo e cogliendone, pure, l'aspetto non soltanto tipografico e illustrativo; ma anche fotografico e grafico - senza alcun dubbio molto ben curato - c'è molto da apprendere e da comprendere, dato che l'Autrice, con questa nuova pubblicazione, a carattere ampiamente divulgativo - che ben merita - giunge alla bellissima riflessione che “l'arte non è imitazione”, ma creazione di mondi simbolici, attraverso il potere dei suoi stessi strumenti e dei suoi linguaggi; in altre parole essa è “invenzione”; e secondo una visione più ampia, è apportatrice “di verità” oppure ancora è presentazione “di un mondo”, che può apparire per alcuni tratti meraviglioso e inusuale; inquietante, incomprensibile e oscuro; per altri gioioso e bello - quest'ultima concezione troverà, inevitabilmente, poi, la sua massima espressione persino nella questione “etica”.
Il grande archeologo e storico dell'arte Winckelmann scriveva: “Un popolo bello produce cose belle”.
A questo proposito, esplicitando ulteriormente il punto di partenza di tale definizione si rielabora, altresì, che l'arte non è “né produzione di puri segni come quelli della matematica”, “né semplice riproduzione funzionale di un'immagine”; bensì una qualsiasi opera d'arte esibisce “forme sensibili e significative” che possono essere figure a duplice o a molteplice senso, cioè “i simboli”. In vero, l'arte esprime una verità ancora più profonda di quella, oggetto della filosofia, attraverso “l'invenzione poetica”. Se appunto la conoscenza filosofica può dirsi limitata, la conoscenza poetica, come allo stesso modo l'arte permettono di cogliere le infinite sfumature della realtà, dell'Universo; proprio attraverso “la capacità creativa della nostra mente umana” ed ancora attraverso la piena libertà, la sensibilità e l'intuizione, che sono le qualità tipiche possedute dall'artista-genio. Pertanto, l'opera creata diviene la traccia, per comprendere appieno tutta l'interazione tra la realtà e le qualità appena menzionate, che sono comuni a tutti gli uomini; ma che solo l'artista, proprio perché è tale, sa esprimere e oggettivare.
Ora questo nuovo modo di intendere l'arte trova la sua massima espressione, proprio, nel secondo Cinquecento; a tal proposito basti ricordare il significato essenziale dato ad essa dal filosofo campano Giordano Bruno, che ne valorizza la dimensione fortemente creativa, come produzione di novità, di crescita; e perché no, anche come espressione puramente “personale e spirituale”. Ogni artista ha una “sua poetica” da tradurre e realizzare nella propria opera; pertanto oltre ad aver uno spiccato estro creativo avrà anche un progetto, un sogno o un'aspirazione da sviluppare; senza però tralasciare anche l'aspetto emozionale, affettivo, bizzarro - caratteristiche in questo caso - possedute dall'artista-creatore.
In tal modo, cambia il significato del termine “arte” inteso come tèchne, che era in uso appunto nel Quattrocento; infatti con ciò si indicava un sapere fondato su un sistema di regole da trasmettere, apprendere e verificare; per trasformarsi in qualcosa dippiù creativo, originale, personale, estetico, che rivela e conduce “alla verità”.
Il tema del testo, qui presentato, oltre a porre nuovi interrogativi, credo che si sviluppi e si articoli - in una forma molto ampia e naturalmente approfondita - su più temi; difatti la Salerno, passa in rassegna tutte le interpretazioni passate e moderne, del quadro; per arrivare poi al nuovo modo di ripensare l'arte, di rivalutare la vita tenendo conto di come, oggi, più di ieri ci sia una spasmodica ricerca del “bello” o “della bellezza”; e forse il motivo di una simile condizione, va ricercato proprio nel fatto, che adesso non solo nel nostro piccolo o nella nostra quotidianità; ma credo nell'intera Umanità stia avvenendo - in maniera inesorabile - la disgregazione “di quei valori tradizionali”, da sempre difesi e trasmessi alle generazioni future; basti pensare, a tal proposito, a quegli ideali di forte stampo platonico quali: il bene, il buono, il bello, la giustizia, la virtù, la verità, l'amore per il prossimo e l'eros; per trattare poi finanche la questione “dell'estetica”, del “gusto”, “del sentimento”, “dello stupore”, “del genio”, “della creatività” e “dell'immaginazione”, “della natura e del suo rapporto con l'uomo”, dell'articolazione “tra forme e colori”, “delle reazioni o dei meccanismi psicologici” per cui un'opera può dirsi bella o brutta, “dell'innamoramento”, “della poesia”, “del mito”, ecc. ecc.
Non a caso, la professoressa Salerno, all'interno del suo saggio cita anche il Bisignano - scrittore e poeta - annoverato tra i più autorevoli studiosi contemporanei. Il professore Bisignano è riuscito con doviziosa precisione a far comprendere l'importanza del mito greco anche ai giorni nostri; e questo perché dietro “i racconti leggendari” o “le scene favoleggianti” si riscopre sempre la vera conoscenza, la memoria storica e il passato che rivivono a dispetto del mutare continuo, che caratterizza la nostra esistenza; ed allora, ecco che ogni cosa la si coglie nel suo contrario; nella sua veste dualistica, mitico-simbolica, religiosa, spirituale e terrena, nonché nella sua interezza. Per essere più precisa - in questo caso - mi piace richiamare l'attenzione del lettore, proprio a due delle sue poesie, contenute nel testo, dal titolo: “Composizione di sogno e realtà nel quadretto descrittivo della Primavera” e “Il Mito della Primavera”, con cui l'Autore celebra poeticamente e con maestria le sensazioni che si provano e che si osservano all'arrivo della primavera, che rappresenta la rinascita, la vita, la natura che germoglia dopo il lungo letargo dell'inverno. A tal proposito, ecco cosa scrive Bisignano:
“Appena Persèfone / si liberò dall'abbraccio / di Ade, fosco dio / dell'Averno, per ricongiungersi / alla madre Demètra, / dèa della terra / e della fertilità, / la luce del sole / ritornò ad inondare / i campi sterili / e la vita / riesplose nei primi / germogli del grano, / dell'erba e dei fiori, / dei frutti degli alberi / avvizziti / e nel fluire delle acque / limpide / dalle fonti disseccate”. /
Come si può leggere il poeta ha ripreso nei suoi versi “il mito greco di Persèfone” che nella trasposizione latina diventa “il mito della dèa Proserpina”, che racconta di come l'arrivo della Primavera sia sancito proprio dall'arrivo di questa divinità sulla terra, che porta con sé l'abbondanza; e che il suo ritorno nell'Ade, sei mesi dopo, coincida con l'arrivo dell'autunno e dell'inverno, per ritornare a rinascere, nuovamente, con la vegetazione, la primavera successiva.
Dunque, anche oggi, si riscopre fondamentale il ritorno al mito e gli studenti dovrebbero studiare con passione i racconti mitologici, proprio perché il linguaggio usato nei miti, oltre ad essere universale ha una forte impronta educativa, basti pensare che esso ha lo stesso valore dato “alle favole che noi adulti raccontiamo ai nostri bambini”. Il mito è importante perché è diretto, schietto e apre la mente al passato e alle diverse interpretazioni, che ci permettono di cogliere la complessità della nostra vita, migliorando la nostra capacità di vedere, capire e comprendere noi stessi e gli altri; senza trascurare anche la sfera sessuale o erotica. È altrettanto importante comprendere che il mito e i suoi simboli utilizzano un linguaggio, che parla per immagini, appunto - lo ribadisco - per simboli, che ci permette di comprendere maggiormente la realtà, recuperando il ricordo, migliorando la nostra creatività e pure l'aspetto ludico; ed ancora, ci permette di entrare in relazione gli uni con gli altri, di comprendere il nostro intimo, le cose, le situazioni, le persone, le strutture sociali, le tradizioni, i riti.
Ma, ritornando al Bisignano, vorrei concludere, citando brevemente alcuni degli altri versi - che a mio parere - sono dotati di straordinario lirismo, di grande impatto emotivo e di forte “immagine evocativa”. Ecco, quanto scrive il poeta: “Sonnolenza e torpore / del risveglio. / Io vivo / tu vivi / respirando / l'aria di questa primavera / che ci porta l'euforia / di una stagione vissuta”. /
Ed ancora: “Tutta la vegetazione si libera / dalle brume dense dell'inverno / ai primi tepori primaverili. / Intorno a noi un tappeto / di colori su cui si frange / un rivolo di luce”. /
Senza dubbio molto bravo il poeta nell'essere riuscito ad esprimere la vitalità, i colori, ed il tepore tipici della stagione primaverile, che regala ai due amanti benessere, gioia, emozioni e tanta bellezza. Diceva il filosofo greco Platone: “la potenza del bene si è rifugiata nella natura del bello”. Dopo questa breve parentesi, che era giusto fare, riprendo il mio discorso sull'analisi del testo ed ancora mi soffermo sull'opera d'arte, per chiarire qualche altro elemento, che a mio avviso non va tralasciato, in merito alle attività o facoltà artistiche. Insomma, questo modello rappresentativo, qui riproposto e rispolverato, di quel determinato periodo storico, porta inevitabilmente all'idea che l'opera d'arte ha a che fare con la verità, di cui noi stessi alla fine ne siamo parte. A testimonianza di quanto è stato detto vi rimando allo studio del pensiero filosofico di Giambattista Vico - filosofo e storico - che sosteneva difatti “che l'arte aveva il compito di custodire e rivelare una verità originaria; per cui l'arte è la verità in se stessa. Anzi essa esprimeva verità intraducibili e di superiore densità simbolica, mettendo in contatto l'uomo antico direttamente con le verità fondamentali dell'esistenza, del cosmo e della storia; e in ultima analisi proprio con il divino”. Ed ancora, egli dice: “che il mito non è un'allegoria di concetti astratti, né una narrazione di fatti accaduti, ingranditi dall'immaginazione; esso nasce dall'intuizione della fantasia, assumendo come la poesia un significato storico”.
Ma questo lavoro, che io ritengo essere “un buon manuale” di apprendimento, che tutti dovrebbero studiare, non fa riferimento solo al variegato mondo dell'arte o alle emozioni che possono trapelare ponendoci di fronte ad una tela come quella del Botticelli; nel caso specifico “il quadro della Primavera”; ma soprattutto ci offre gli strumenti necessari per cogliere gli aspetti enigmatici, metafisici, filosofici, storici e biografici, che quest'opera pittorica ha comunicato e continua a trasmettere, malgrado sia passato molto tempo, alle giovani generazioni di questa nostra realtà odierna.
Ecco, dunque, la bravura dell'Autrice, che sa mettere insieme nel libro - in una chiave interpretativa moderna - tutti gli elementi, ovvero quei criteri necessari per giudicare in pieno quest'opera mirabile del Botticelli; ed apprezzarla non soltanto esteticamente, ma riconsiderandola valida e apportatrice di ulteriori verità, che trapelano dalla vita, dalla cultura, dalle intenzioni, dall'epoca storica in cui l'artista è vissuto, nel suo tempo e nel suo spazio, ovvero la sua storia, compiendo perciò un passo in avanti. Scrive il filosofo e storico italiano Benedetto Croce: “L'arte può essere definita quindi come intuizione-espressione, due termini inscindibili, per cui non è possibile intuire senza esprimere né è possibile espressione senza intuizione. Ciò che l'artista intuisce è la stessa immagine (pittorica, letteraria, musicale ecc.) che egli per ispirazione crea da una considerazione del reale, nel senso che l'opera artistica è l'unità indifferenziata della percezione del reale e della semplice immagine del possibile. La distinzione tra arte e non arte risiede nel grado di intensità dell'intuizione-espression
Dunque, la felice intuizione del Croce sta nell'aver rivelato l'importanza del ragionamento estetico e nell'aver sostenuto “quelle verità filosofiche che la storia, di volta in volta distrugge; ma che, alla fine, sono alla base delle nuove verità”. L'Autrice, dunque, illustra in maniera particolareggiata ogni singolo aspetto del quadro botticelliano - senza tediare in alcun modo il lettore - toccando in ogni Capitolo, tutti gli aspetti che possono dirsi congiunti all'Opera e non; passando di volta in volta a setaccio - come avrebbe fatto “un novello Sherlock Holmes” il percorso storico, i vari criteri interpretativi che, proprio a partire dall'età rinascimentale fino ad arrivare ai giorni nostri, sono stati applicati al quadro, per arrivare a conoscere quale potrebbe essere stato il vero motivo, che abbia spinto il geniale Botticelli a raffigurare nella sua tela, quei nove personaggi ritratti sullo sfondo costituito dagli alberi del boschetto carichi di frutta disposti a semicerchio e il prato cosparso di fiori; ed ancora quale potrebbe essere il vero significato che si cela dietro quelle linee morbide e flessuose, a tratti leggiadre di straordinaria bellezza ed armonia, i cui colori a tempera tenui balzano alla vista di chi si lascia rapire “la psiche e l'anima”. Opera eterna, intramontabile, commentata da generazioni di critici, studiosi o semplici studenti, professori, turisti e osservatori, che ogni giorno visitano la meravigliosa galleria degli Uffizi a Firenze.
Ma che, se letta con uno sguardo nuovo, curioso e con spirito indagatore; magari "pensando a come pensava l'artista", rivelerà segreti inaspettati, a chi è dotato, oltre che di uno spirito critico, anche di forte sensibilità! Vi sono numerose interpretazioni relative al dipinto, e l'una o l'altra critica messe a confronto risultano positive, perché ci permettono di completare “quel puzzle” fatto di conoscenze e vari ragionamenti, e qualche volta non mancano i dubbi e le incertezze, che seppur contrastanti fra loro ci servono in toto per arrivare fino in fondo alla verità.
La Salerno con questo suo studio non fa altro che mettere insieme queste interpretazioni, le confronta e alla fine si scopre - e questo lascia un po' tutti basiti - che nell'opera si trova ogni tipo di argomento: si spazia dalla mitologia (un ritorno a soggetti mitologici - basti pensare infatti alla ripresa di un racconto mitologico del poeta latino Ovidio - così il dio del vento (Zefiro) insegue la ninfa Clori e la trasforma in Flora, la dea dei fiori della primavera) alla filosofia (il neoplatonismo di fine '400); dall'astronomia all'astrologia; dalla letteratura (la scena rappresentata ha delle assonanze con i versi del Poliziano, è stata tratta con tutta probabilità da un passo “dell'Asino d'oro” romanzo di Lucio Apuleio scrittore latino del II secolo d.C) alla storia (la storia personale vissuta dall'artista o dal fruitore); dalla matematica alla geometria; dalla fisica (i corpi e le vesti appaiono senza peso) alla botanica (nel quadro figurano quasi cinquecento specie di piante, fra cui centonovanta fiori); dalla danza (le Grazie ballano intrecciando le loro mani) alla teologia (quel giardino pieno di fiori doveva rappresentare forse il Paradiso); dalla filologia alla simbologia ecc.
Con Botticelli scrive, infine, lo storico dell'arte Giulio Carlo Argan: “Per la prima volta un pittore del Rinascimento tende al "bello" come fine supremo”. Questa tela sarebbe stata commissionata a Botticelli per il matrimonio di Lorenzo di Pierfrancesco, giovane cugino del Magnifico, con Semiramide Appiani, avvenuto nel 1482: si sarebbe trattato, dunque, di un quadro-sermone, volto a spingere il giovane Medici allo studio della retorica e della poesia? Tanti sono gli interrogativi e molteplici sono i dubbi che affollano la nostra mente, nel tentativo di dare la giusta interpretazione alla tela; anche se poi non mancano le risposte!
Ma procediamo per gradi con la descrizione delle possibili interpretazioni. Innanzitutto a Botticelli vanno i meriti dell'aver saputo esprimere la bellezza spirituale, ossia quella capacità di riconoscere ed apprezzare il bello, il bene e il vero.
Sul piano estetico, invece, il quadro risulterebbe non solo un “inno alla bellezza”, “alla grazia” e “all'armonia” - basti pensare - che i colori usati dall'artista sono brillanti e preziosi, le donne raffigurate con sensualità appaiono affascinanti; il ritmo della composizione è basato sulle linee curve; ma anche “un'allegoria dell'amore” o “di una stagione, come quella primaverile” o ancora “l'espressione di una teoria filosofica”, che si caratterizza per un sapere umano universale e razionale, che prende il posto del mito; ovvero il lògos che soppianta la condizione istintiva, dippiù la logica che soppianta l'immaginazione, la ragione che soppianta l'irrazionalità. Chissà se proprio in virtù di tale condizione di aspettative, che va letta ed analizzata quest'opera strabiliante. Ma a mio avvivo, la chiave di lettura del dipinto Botticelliano, e da ricercarsi solo “nella cultura platonica” (come Pico della Mirandola, Poliziano ed altri artisti che erano di quel periodo storico seguivano le sagge lezioni platoniche tenute dal filosofo italiano Marsilio Ficino); e difatti citando nuovamente il filosofo Platone e cogliendone il suo pensiero filosofico intriso di poesia e mito, non si può fare a meno di citare il suo pensiero secondo cui: “il bello corrisponde al buono”; per concludere poi ed arrivare all'altro concetto importante, secondo cui, quest'ultimi si identificano con il corpo femminile e con le meraviglie della natura.
Dunque l'amore e la bellezza potrebbero essere in ultima analisi i principali temi del dipinto, che lo ribadisco, vanno letti solo in chiave marcatamente “neoplatonica”; e difatti nelle figure di destra si riconosce l'amore carnale, istintivo e passionale - come infatti l'artista fiorentino al centro della scena ritrae Venere, la dèa dell'amore e al di sopra di lei l'angioletto alato Èros (Cupìdo) -; mentre nelle figure di sinistra si raffigura l'amore spirituale, puro, che eleva l'uomo a Dio - e appunto questo spiegherebbe il motivo, per cui appaiono le tre Grazie che danzano armoniosamente e Mercurio, che scaccia le nubi con il suo caducèo -.
Per essere ancora più precisi, nella descrizione fatta delle tre Grazie, si riscoprono i tre aspetti dell'amore secondo quanto sosteneva sempre il Ficino, e cioè: Voluptas (descritta con i capelli sciolti), Castitas (centrale con atteggiamento pudico); ed infine Pulchritudo ( a destra, in elegante posa). E in effetti è sempre lo stesso Platone che nel “Convito” ci parla della duplice natura di Èros che: “se fosse stato figlio di Afrodite Pandemon (terrena) allora avremmo avuto l'amore sensuale, materiale; contrariamente se fosse stato figlio di Afrodite Urania (celeste), in quel caso avremmo avuto l'amore spirituale”.
Avvicinandomi ormai alla conclusione di questo mio studio introduttivo, non posso che nuovamente ribadire l'importanza del tema trattato, l'accuratezza di come è stato analizzato e curato; sottolineando il mio più forte plauso alla cara amica e collega Mariarosaria - augurandole personalmente tanto successo e soddisfazioni in ogni campo - e non posso non tralasciare di menzionare, anche, con un doveroso ringraziamento il Dott. Atanasio Bisignano, Pubblicista-Critico e Titolare della Casa Editrice Cliodea, che ha voluto con tutto il cuore la realizzazione di questo corposo volume, che se letto attentamente, può essere monito per i giovani a riscoprire quei valori unici, inalienabili che appartengono, non solo alla storia passata, ma alla modernità, che sono fondamentali, per la costruzione di un futuro solido, radioso, ricco di speranze, fondato sull'amicizia, il dialogo, il rispetto reciproco e il benessere della collettività.
Auguro anche a Lui tanto successo per una brillante carriera e per la pubblicazione di tanti altri lavori come questo, realizzato con impegno, tanta serietà ed originalità. In ultimo, un ringraziamento lo esterno anche all'equipe grafica, che lavora a stretto contatto con noi e che ci ha regalato le bellissime immagini, contenute nel libro.
Prof.ssa Donatella Bisignano (Resp. Ufficio Stampa e Comunicazione della Casa Editrice)
Caratteristiche del Libro:
- Formato 15x21, Brossura, pag. 360 colore avorio, completamente illustrato con foto B/N e tavole a colori, Copertina plastificata lucida a colori, con alette.
- Studio Critico Introduttivo a cura della prof.ssa Donatella Bisignano, filosofa e docente nei Licei, resp. dell'Uff. Stampa e Comunicazione di Casa Editrice Cliodea.
- Note Esplicative, Bibliografia Essenziale, Indice delle Figure.
Il Libro sarà disponibile per la vendita a partire dalla fine del mese di Maggio 2011, al prezzo di copertina di 24,00 Euro.
- Il Libro sarà disponibile, anche in formato digitale e-book, su file Pdf. eseguibile, al costo promozionale di 12,00 Euro.
Per info e prenotazioni editoriali:. www.editricecliodea.com
Per ordini on line:. atanasiobisignano@yahoo.it
Per ordini telefonici e fax:. +39 0984 482565 con segr. telefonica.
17:47 Scritto da: atanatos1717 in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cliodea, mariarosaria salerno, storia dell'arte, rinascimento, sandro botticelli | OKNOtizie |
Facebook
23/12/2010
2a Rassegna d'Arte e Letteratura: Omaggio alla Quadriennale di Roma 2010
2a Rassegna d'Arte e Letteratura: Omaggio alla Quadriennale di Roma 2010
- Premio Nazionale di Pittura, Scultura, Grafica, Mosaico e Letteratura, organizzato dal Centro Culturale S. Domenichino di Massa: Diploma d'Onore rilasciato a Mariarosaria Salerno, vincitrice del 2° Premio sez. Poesia, vol. edit., per la Silloge Poetica " Le Parole del Cuore" edito dalla Casa Editrice Cliodea di Atanasio Bisignano Editore. Roma, 14 Novembre 2010. (Tutti i diritti riservati)
Giuria del Concorso Nazionale:
- Presidente: prof. Franco Pedrinzani
- Vice Presidente: prof. Manrico Testi
- Angela Marchetti
- Bruno Cosignani - Ispettore e Gallerista de "Il Quadrato"
- Ludovico Gierut
- Stefania Palagi - Segretaria
Resp. Uff. Stampa e Comunicazione
prof.ssa Donatella Bisignano
18:26 Scritto da: atanatos1717 in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cliodea, mariarosaria salerno, poesia | OKNOtizie |
Facebook
16/12/2010
S. Natale 2010: Auguri di Buone Feste!
15:54 Scritto da: atanatos1717 in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cliodea, auguri, s. natale 2010 | OKNOtizie |
Facebook
03/10/2010
Studio Critico: "La Pittura Cosmica" in Italia a cura di Mariarosaria Salerno
LA PITTURA COSMICA DEL MAESTRO CARLO MENDICINO
Di Mariarosaria Salerno
In occasione di una conferenza avente come tematica “Il mondo di Alice”, inteso come espressione di realtà doppie e parallele, partecipai in qualità di relatrice affrontando il tema “La rappresentazione del non visibile nella poetica cubista”, dove oltre ad evidenziare le particolarità della rappresentazione cubista, approfondendo il cubismo orfico, mi soffermavo sul ruolo dell’artista-genio, colui che ha la capacità di vedere la realtà non solo con l’occhio fisico, ma anche e soprattutto con l’occhio del cuore e della mente.
Una visione totalitaria che va oltre la materia.
Ed è proprio con l’occhio del cuore e della mente che il maestro Carlo Mendicino realizza le sue opere, perché bisogna usare l’occhio del cuore, quello delle emozioni e dei sentimenti forti e puri, per esprimere una poetica così elevata, e l’occhio della mente, che ha la facoltà di portarti e relazionarti con l’infinito; la mente, che con la sua capacità annulla spazio e tempo, si muove ad una velocità maggiore della luce e nel giro di pochi secondi riesce a portarti in altri mondi, in altre galassie, nell’universo infinito.
Carlo Mendicino viaggia virtualmente nell’universo con facoltà non comuni, inutilizzati dai più, per fruire realtà diverse, realtà di cui coglie l’essenza con una visione prospettica totalitaria, completa, che tecnicamente applica mirabilmente nelle sue opere.
La prospettiva che lui utilizza, che definirei “prospettiva cosmica”, è completamente innovativa, e non si basa sulla prospettiva tecnica brunelleschiana, né sulle prospettive degli avanguardisti del primo Novecento, né può paragonarsi alla visione cubista, che peraltro annulla quasi ogni definizione prospettica tradizionale e consente la simultaneità della rappresentazione determinando una deformazione visiva dovuta alle proiezioni dei vari piani rappresentati; la prospettiva del maestro Mendicino è una tecnica che necessita di un occhio particolarmente acuto e sensibile, oltre che allenato, per scoprire i vari punti di vista, simultanei, utilizzati per la visione, che è una visione realistica.
La rappresentazione di mondi, di galassie, di nebulose, di creazioni, con i colori soffuse delle albe e dei tramonti e le varie infinite sfumature del creato costituiscono la definizione iconografica e l’essenza della poetica del maestro Carlo Mendicino, una “pittura cosmica”, che parte dal caos primordiale, quel brodo ancestrale ed alchemico, che ispirò Dio a mettere un po’ d’ordine nell’universo, regolandolo da leggi fisiche.
Il maestro non ha una visione parziale della realtà che rappresenta, ma con l’occhio della mente, che in precedenti esperienze ha conosciuto tutto l’universo rappresentato e ne ha immagazzinato l’essenza nella sua totalità, realizza squarci di rara bellezza.
Non siamo nel mondo della fantasia, né del non reale, né del concreto mentale, né di rappresentazione di una realtà onirica, cioè fruibile solo con i sogni, come per i surrealisti, o di una realtà orfica, immaginaria, costruita nei meandri della mente; si tratta invece di una rappresentazione reale, che si esprime attraverso stadi evolutivi, dove non vi è nulla di illusorio o di allusivo.
La pittura cosmica del maestro Mendicino non deve essere fruita a livello fisico, per essere compresa, deve essere emozionalmente sentita a livello sensibile, penetrando le leggi del mistero, il cui possesso da la capacità di condurti all’estremità dell’Universo, di farti viaggiare ad una velocità superiore a quella della luce, a condurti con la mente in altre galassie, facendoti assaporare e fruire la nuova realtà, una realtà superiore, nata dalla ricerca di dimensioni superiori, espressione di armonia cosmica.
Solo allora si potrà viaggiare virtualmente nello spazio infinito e nel tempo illimitato, penetrare i misteri più criptici dell’universo, scoprire le leggi della materia.
Chi utilizza questo percorso, di natura esoterica, è sicuramente un iniziato all’arte, intesa nella forma più pura, assoluta e universale.
Viaggia con la propria mente, visitando non solo il mondo e l’Universo, ma tutte le realtà parallele, penetrando in dimensioni soprasensibili.
Un’arte esteticamente piacevole per molti fruitori, ma comprensibile da solo da chi intercetta le stesse lunghezze d’onde: le onde cosmiche dell’Universo infinito.
Cosenza 30 Settembre 2010
Salerno Mariarosaria
10:12 Scritto da: atanatos1717 in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cliodea, mariarosaria salerno, carlo mendicino, pittura cosmica, arte | OKNOtizie |
Facebook
31/07/2010
Presentazione del Libro "O Teneron d'Amore" di Alberto Buccino
L'Agenzia Editoriale Multimediale Cliodea, con il Patrocinio dell'Amm. Comunale di S.Sofia d'Epiro,
presenta
la Kermesse Culturale, per la Presentazione del Libro:
"O Teneron d'Amore"
una Silloge poetica a tema religioso e d'amore, del giovane Poeta esordiente Alberto Buccino.
Venerdì 06 2010 h. 17.00 - Presso la Sala Consiliare dell'Amm. Comunale di S.Sofia d'Epiro. P.zzetta Municipio - Comune di S.Sofia d'Epiro
Il programma pomeridiamo prevede:
I saluti Istituzionali del Sindaco, dott. Vincenzo Sanseverino e del Vicesindaco prof. Gennaro Nicoletti;
Gli interventi:
Direttore della Collana di Poesia "Poeti del Nuovo Millennio", prof. Giovanni Cimino, Autore di Lavori Letterari, Artistici e Storici;
Direttore della Collana di "Studi etnostoriografici e Geopolitica" prof. Pasquale Nicoletti, Docente;
Resp. Ufficio Stampa e Comunicazione, prof.ssa Donatella Bisignano, Docente e Pubblicista.
Saranno presenti L'Editore e L'Autore
Seguirà breve Happy Hour
Uff. Stampa e Comunicazione Cliodea
11:09 Scritto da: atanatos1717 in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cliodea, alberto buccino, poesia | OKNOtizie |
Facebook
"O Teneron d'Amore" di Alberto Buccino
Prefazione
Alberto Buccino, grazie alla disponibilità della Casa Editrice Cliodea, nella figura del suo Titolare e Direttore editoriale Atanasio Bisignano, suo amico fraterno, giunge alla realizzazione del suo primo lavoro editoriale, che racconta in versi e prosa, con grande sensibilità d'animo e vena artistica: la sua vita, trasfigurata dalla forza della propria immaginazione, in spunti, aneddoti e riflessioni, che ripercorrono, in breve le tappe essenziali della sua esistenza; un traguardo questo, notevole, per un animo dotato di grande slancio emotivo e creativo, dove in ogni strofa e componimento, si percepisce tutta la sua forte fede religiosa, il suo pregnante credo e adorazione, nella Santissima Trinità, che trova manifestazione nella Parola di Dio, Cristo Signore e lo Spirito Santo o lo Spirito di Amore, che pervade tutti i movimenti delle nostre anime e coscienze, rendendoci creature e/o persone nuove, immerse nella profondità dell'eternità e al tempo stesso più vicine alla Sua grande Luce e alla Sua azione Creatrice. Tutto questo, in Alberto trova il suo nutrimento e la sua forza, per dare un tocco di consapevolezza in più in ognuno di noi; e trarre fortezza d'animo, pace e sapienza, che ci aiutano a vivere la vita di tutti i giorni, con la certezza, che l'uomo vive in continuo rapporto con l'Eterno, senza tempo, sorgente della vita che non muore. Tutto è parte dell'incessante flusso dell'amore e della misericordia di Dio, Colui che è, e che regna in eterno!
Prof.ssa Donatella Bisignano
(Resp. Ufficio Stampa, Casa Editrice Cliodea)
Introduzione
Il lavoro letterario dell'autore esordiente Alberto Buccino si suddivide in due parti: Pensieri e Racconti; Poesie e Preghiere.
Egli in prosa e in versi (liberi) offre al lettore, prendendo in prestito la maturità di un uomo saggio e avanzato negli anni, una panoramica esistenziale del suo breve passato.
Dai suoi scritti emerge una profonda religiosità che cerca di trasmettere agli altri con lo scopo di fortificarne lo spirito, affidandosi "nelle mani del Signore", ovvero: "Amando Colui che ci ama... troveremo sempre amore", poiché "Cristo è la nostra speranza". Afferma che l'amore è opposto al male, "la vita è un miracolo", "il male genera altro male".
L'autore, con questo suo primo lavoro, s'incammina nel mondo letterario, un cammino lungo e difficoltoso paragonabile a quello da affrontare per una strada mulattiera, rocciosa, ripida, tortuosa, aspra ed ardua, tramite la quale, forse, potrà raggiungere una vetta.
Egli parla con il cuore e con la mente e possiede forza interna, che dovrà esternare con contenuti non soltanto chiari e validi, ma con stile personale.
Nei suoi scritti, che affronta con marcata passione, evidenzia, oltre alla religiosità rivolta ad un amore incontrastato (e consolatorio) verso Cristo: àncora di salvezza! Una moralità da grillo parlante e, in modo forte, il rispetto dei valori umani e il desiderio di agire per il bene comune.
Il suo sguardo non è rivolto in basso: ai beni terreni e al denaro materiale, bensì in alto: verso il profondo cielo.
Prof. Giovanni Cimino
10:59 Scritto da: atanatos1717 in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cliodea, alberto buccino, poeti del nuovo millennio | OKNOtizie |
Facebook
06/07/2010
Novità Editoriali: Panegirico in Onore di S.Umile di Bisignano
Studio Introduttivo
Ottavio Amilcare Bisignano si ripresenta ancora una volta al pubblico con un suo lavoro in cui dedica, con piena maturità, una lode alla vita santa in onore di frate Umile da Bisignano, ovvero: un Panegirico. Umile da Bisignano, un umile Frate di nome e di fatto, con il suo operato da "perfetto orante e celeste contemplativo" visse fra i secoli XVI e XVII.
Il 25 agosto del 1582 a Bisignano (Cosenza), in una casa del rione San Pietro, Ginevra Giardino, moglie di Giovanni Pirozzo, partorì un bambino, il quale ricevette il battesimo, con il nome di Luca Antonio, il giorno successivo (26 agosto) presso la cattedrale di Bisignano. Luca Antonio sin da bambino dimostrò grande amore e reverenza verso il Signore: "píetas et amor".
A diciotto anni di età sentì la disposizione dell'animo, ovvero: la chiamata (cioè la "vocàtio") a scegliere la vita religiosa, ma prima dell'attuazione volle per nove anni raccogliersi nella preghiera ed attuare l'azione della penitenza ("poenitèntia"). Importante per la formazione spirituale di Luca Antonio fu Marcantonio Solima, religioso pio e dotto appartenente all'Ordine dei Francescani Riformati, il quale fu suo parroco. Inoltre, importante fu anche l'iscrizione e la frequentazione della Confraternita dell'Immacolata Concezione, il cui sito era nella Chiesa dei Francescani Riformati.
La sua ammissione all'Ordine avvenne l'1 settembre del 1609, aveva ventisette anni di età, vestì l'abito (il saio) e prese il nome di "Frate Umile". Alla fine dell'anno del suo noviziato, durato un anno nel convento di Mesoraca (in provincia di Crotone, dove erano Superiori del convento, padre Cosimo da Bisignano, e maestro dei novizi, padre Antonio da Rossano), rischiò di non essere ammesso alla professione, perché gli riusciva difficoltoso recitare a memoria le Regole, ma andò in suo aiuto la Madonna (Maria Santissima), riuscendo a recitare le Regole con speditezza, ed egli fu ammesso alla professione; era il 4 settembre del 1610. Venne destinato al Convento di Bisignano, dove condusse una vita al servizio degli altri Frati e pregando. Dal Convento di Bisignano, passò successivamente a quelli di San Lorenzo del Vallo, di Cosenza, di San Marco Argentano, di Pietrafitta, di Figline, di Rossano e di Catanzaro.
Le frequenti estasi, che egli aveva avute fin da ragazzo, divennero pubbliche a partire dal 1613 e fu chiamato: "Frate estatico". Il dono dell'estasi consisteva nel rimanere sospeso nell'aria (fenomeno della levitazione), con le mani giunte, ed in uno stato di completo rapimento spirituale che gli donava coscienza divina. L'estasi è il massimo approdo, ovvero: il vertice per eccellenza di elevazione raggiunto nella preghiera. In merito alle estasi avute da Frate Umile, il suo confessore, padre Dionigi da Canosa, una volta gli chiese cosa domandasse al Signore, egli rispose: "...fa' che io ti ami come sono obbligato ad amarti; perdona i peccati a tutto il genere umano, e fa' che tutti amino come sono obbligati ad amarti!". Egli, nello stato di rapimento dell'estasi, parlava con Dio in maniera sublime. Frate Umile, oltre ad avere il dono dell'estasi, era dotato anche di doni carismatici (carisma deriva dal latino ecclesiastico "charisma, -atis, che è dal greco "chàrisma": "dono", ovvero: dono dello Spirito Santo); i miracoli, la scienza infusa (la scienza avuta da Dio, senza studiare, chi è competente in molte discipline); la profezia e la scienza dei cuori.
Nella teologia cattolica, le virtù intellettuali, che affinano l'intelletto, si distinguono dalle virtù morali, che sono di guida alla volontà nel conseguimento del bene; altra distinzione si ha fra le virtù naturali, quelle acquisite dall'uomo, e le virtù infuse, quelle che l'uomo riceve direttamente per grazia divina; fra queste ultime si ricordano soprattutto le tre virtù teologali, fede, speranza e carità (in quanto hanno per oggetto principale Dio), e le quattro virtù cardinali (principio e fondamento delle altre virtù), prudenza, giustizia, fortezza e temperanza. Frate Umile non era dotto, addirittura era analfabeta, ma riusciva a dare risposte sulla Sacra Scrittura da meravigliare i presenti, come molte volte avvenne davanti ad assemblee (come ad es. quelle formate da sacerdoti e regolari, di professori cosentini, dall'Arcivescovo di Reggio Calabria, dall'Inquisitore monsignor Campanile e dal P. Benedetto Mandini).
Il Papa, Gregorio XV, lo volle a Roma e, tenendolo in grande considerazione, gli chiedeva il suo parere su importanti questioni della Chiesa. Il Papa Urbano VIII lo nominò suo Consigliere per tre anni di seguito. A Roma, frate Umile, soggiornò soprattutto nel Convento di San Francesco a Ripa e poi anche nel Convento di Sant'Isidoro. Ritornò al suo paese natìo perché gravemente ammalato, ma prima di arrivare a Bisignano sostò a Napoli, per ricevere adeguate cure mediche, nel Convento di Santa Croce. Nel suddetto Convento diffuse il culto al Beato Giovanni Duns Scoto. La morte lo colse nella sua cella (nel Convento di Bisignano) alle ore nove e mezzo del 26 novembre 1637.
La sua beatificazione venne avviata, tramite un processo canonico, nel 1684; il 4 ottobre del 1780, le sue virtù teologali e morali furono dichiarate eroiche (perché egli era ritenuto modello di perfetta vita cristiana) dal Papa Pio VI. Soltanto molti anni dopo, il 21 novembre del 1875, venne ottenuta la beatificazione (il Papa di allora era Pio IX). Il 27 marzo del 1881 avvenne l'ufficializzazione (il Papa era Leone XIII). La sua beatificazione avvenne il 24 gennaio del 1882. Il 19 maggio del 2002 fu proclamato Santo dal Papa Giovanni Paolo II. La sua festa ricorre il 26 di novembre. Egli visse senza nulla di proprio ed in castità. Fra i suoi miracoli è da ricordare, per tutti, quello verificatosi durante il viaggio in Sicilia; egli, nell'attraversare lo Stretto di Messina, trasformò l'acqua salata del mare in acqua dolce per dissetare l'intero equipaggio.
Ritornando a parlare del lavoro di Ottavio Amilcare Bisignano, egli lo suddivide in due parti, la prima è il Panegirico, a modo di versi, contenente ventisette strofe, libere e lunghe, nelle quali pregnante risulta la conoscenza spirituale del Santo. In merito al numero di ventisette strofe, mi sembra una scelta voluta dall'Autore e riferita ai ventisette anni di età al momento dell'ammissione all'Ordine di Luca Antonio, prendendo il nome di "Frate Umile". La seconda parte è un'appendice fotografica arricchita da note esplicative, nella quale l'Autore fa conoscere soprattutto i luoghi frequentati da Sant' Umile. Il Panegirico si apre con un'esclamazione vocativa, che mette subito in luce l'alta figura del "servo di Dio...penitente umile e povero".
L'Autore nel prosieguo del lavoro mette in risalto, fra l'altro, lo "straordinario apostolato religioso come fraticello questuante"; i suoi "numerosi fenomeni soprannaturali"; l'asportazione da parte di persone di parti del saio da custodire come reliquia e che "la tonaca, sforbiciata, ridotta a brandelli, per prodigio divino ritornava...integra"; era "votato da decenni all'aspra penitenza con digiuni, veglie, e col cilicio - armato di punte - per disciplinare le passioni, mortificando i sensi e gli istinti della carne"; "Tormentato nel corpo dalla malattia subivi gli ultimi impietosi e violenti attacchi delle potenze infernali...".
Con la penultima strofa (XXVI), l'Autore inizia la chiusura del lavoro con un'altra esclamazione vocativa: "O Mirabile Beato Frate Umile - insignito dell'aureola di Santità, splendore di umiltà e di purezza, potente intercessore presso Dio - sei stato un incomparabile esempio per tutti i credenti, laici e religiosi del tuo tempo, di semplicità, di povertà, di abnegazione e di obbedienza alla Regola; di assoluta dedizione e devozione al Culto del Crocifisso...e di Maria Santissima...".
L'Autore, calandosi nel periodo storico degli avvenimenti, è riuscito in modo incisivo a far emergere l'operato del Santo, con espressioni chiare e scorrevoli. Il Panegirico di Ottavio Amilcare Bisignano, per essere apprezzato nella sua completezza, prima deve essere letto, poi studiato ed infine fruito.
Giovanni Cimino
Profilo Biografico dell'Autore
Ottavio Amilcare Bisignano, nasce a Cosenza il 29 novembre 1944, professore in pensione, è l'Autore poliedrico di una vastissima raccolta di Liriche e numerosi scritti. Ha collaborato con riviste e giornali, ha fondato periodici e fogli di alto contenuto letterario, educativo, scolastico; ed ancora di notevole impegno sociale.
Nel corso della sua vasta e feconda produzione letteraria; e durante gli anni del suo insegnamento ha conseguito numerosi riconoscimenti in Premi e Concorsi Letterari, a tal proposito, ne citiamo alcuni: “Membro per meriti culturali dell’Accademia Internazionale di Pontzen”; “Membro dell’Accademia dei 500”; “Membro honoris causa con medaglia dell’Accademia T. Campanella”; “Premio per la Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri”; “Premio il Sensivismo del Maestro Aldo del Bianco”.
In altre parole, il professore Bisignano, con la sua Poesia, con i suoi Studi profondi ed i Commenti Critici; ed ancora con i suoi Saggi Vari sulla filosofia e di altra argomentazione, ha dimostrato sempre ai suoi lettori, di possedere quella spiccata sensibilità che è tipica del Poeta che sa di essere a tratti “come un sognatore quasi un visionario, dotato di spiccata immaginazione, ipersensibilità, emozione”; e a tratti “come uno studioso, un attento scrutatore della vita, dell’amore, della natura, dell’animo”, ovvero in una sola parola “un esploratore” della bellezza di tutto il Creato.
Oggi si presenta al suo pubblico con un nuovo lavoro, nato da una sua profonda fede e devozione verso la figura mistica e ieratica di Sant’Umile da Bisignano. Questo Panegirico in onore al Santo, è stato, però, dettato dall’Autore a noi figli, perché impedito dall'aggravata infermità visiva!
Leggendo questa Lode al Santo bisignanese si può cogliere, oltre alla profonda sensibilità del Poeta, anche una pregnante nota autobiografica dello Stesso, per certi versi quasi malinconica, soprattutto, per il particolare riferimento, che il nostro Scrittore fa “ai ricordi della sua infanzia e della sua adolescenza”, che non si perdono nella contemplazione di un passato già vissuto e dunque dimenticato; ma continuano a rivivere proprio in questo presente; arricchendo così l’animo non soltanto di Colui che li racconta, ma, in vero, anche di chi li legge o li riceve.
Insomma, Ottavio Amilcare Bisignano, per questa sua fede infinita che ha sempre rivolto in Dio e in questo caso in Sant’Umile ci fa rivivere parte del suo passato, offrendo a noi diversi spunti di riflessione; e perché no, anche, trova nella sua analisi introspettiva ed interiore, un modo, quasi, originale per voler ribadire, in particolare, ad ognuno di noi, che malgrado ci siano dei momenti di sconforto, di sofferenza e di dolore che la vita, può offrirci e farci assaporare, il più delle volte provandoci duramente, nulla è perso; anzi molto spesso sono, proprio, le prove che ci fortificano, e non si è mai soli, basta l’affetto, la premura, la cura di chi ci sta accanto e ci vuole bene per farci rinascere a nuova vita!
Non dimentichiamoci che la vita è di per sé un dono, ovvero un grande miracolo, dunque, essa va vissuta fino alla fine dei nostri giorni, con spirito coraggioso, stoico, con aiuto reciproco, gioia ed anche con quella sentita e continua ricerca spirituale verso l’Infinito, Dio. A tal proposito, vorrei concludere, citando la penultima Lirica del Leopardi dal titolo “La Ginestra o il fiore del deserto”, visto e considerato, che appunto con questa ultima composizione poetica il Poeta “invoca esattamente la fraterna solidarietà contro l’oppressione della natura”.
Donatella Bisignano
(Resp.le Ufficio Stampa e Comunicazione dell'Editrice Cliodea)
18:28 Scritto da: atanatos1717 in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cliodea, ottavio bisignano, panegirico, poesia | OKNOtizie |
Facebook
23/05/2010
Nota Critica: "Le Parole del Cuore"
Mariarosaria Salerno e la liricità greca
Nota critica a”Le parole del cuore”
“Le parole del cuore”, canzoniere di Mariarosaria Salerno, edito da Cliodea è l’espressione artistica di stati d’animo, di immagini filtrate dai sensi, di attimi intensamente sospesi ed evocativi, i cui motivi dominanti sono l’amore e la religiosità. I componimenti di Mariarosaria Salerno sono il frutto di una profonda ricerca personale e culturale, di un’ introspezione intellettualmente interiore, forgiata dal silenzio e dalla solitudine. E’ un poetare leggero, a tratti quasi evanescente, inebriato di passione e di malinconia, costantemente anelante di speranza. L’autrice, si lascia andare ai misteri dell’universo, canta la voluttà, la sfrenata gioia di vivere, sebbene senta il vano fluire delle cose, invoca la forza travolgente e l’impeto potente dell’amore, di cui avverte tutto lo smarrimento. L’autrice s’interroga, avvia un segreto dialogo con il suo cuore, compagno fedele, a volte anche languido, sa riconoscere le pulsioni e i fremiti di quel cuore, ma, pur sempre ne rimane affascinata. Le immagini battono sul suo cuore e i suoi versi poetici li rivelano e li liberano. I suoi moduli espressivi ci portano ad evidenziare le tensioni della sua psiche, la costante ricerca, attraverso l’astratto, di certezze, con un anelito struggente al futuro, in un modo che trova riscontri nella produzione poetica arcaica, preludio e fondamento di tutta la poesia europea classica e moderna. Spiritualmente intuitiva e riflessiva, Mariarosaria Salerno, infatti, sembra ridare voce e valore al lirismo greco; i suoi versi, le sue parole, riecheggiano, con quella dolcezza e quell’intelletto propri di una donna del suo tempo, la delicata sensibilità dell’antico lirismo greco femminile, in particolare la musicalità e l’intima armoniosità di quella poesia melica che nell’Ellade era, sovente, accompagnata da uno o più strumenti a corda e, ancor più, gli esigui, straordinari frammenti pervenutici di antiche poetesse come Saffo, Anite e Nosside. I loro animi femminili, i loro cuori palpitanti di vita, al pari della nostra autrice Salerno, ci hanno rivelato quella dimensione intima e personalissima, traboccante di emozioni, quei sentimenti unici verso la natura, verso la terra, madre calda e feconda, verso il mare,amante impetuoso ed imprevedibile, quelle descrizioni fresche ed immediate di paesaggi meravigliosamente arcani, di cui cogliere tutta la bellezza e la sacralità, quella commozione, impalpabile e pura, tutta femminile, verso i piaceri e i tormenti amorosi, da cui scaturiscono, vicendevolmente, sofferenze ed estasi. “Le parole del cuore”, a prescindere, dai temi trattati, richiamano forti contenuti affettivi e soggettivi: l’autrice ferma, attraverso una straordinaria perfezione formale ed un uso pressoché costante di immagini metaforiche, i moti individuali dell’animo e le vicende della sua vita interiore, sospesa tra sogni e visioni. Ciò che caratterizza i suoi componimenti sono l’omogeneità di fondo del suo pensiero poetico, l’ispirazione autentica e genuina e la capacità di comunicare con parole scevre da ogni esasperante ricerca linguistica. Una silloge poetica, dunque, ricca di quell’ “humanitas”, che è anche il titolo di un suo componimento, un’opera tutta da meditare, poiché ella non “dice”, ma riassume la propria anima. Mariarosaria Salerno, colta e raffinata, si avvale del mito antico, della filosofia, della religione, ed incarna quell’ideale di intellettuale di cui oggi purtroppo si hanno rari esempi. Un merito particolare all’editore, Atanasio Bisignano, giovane e lungimirante mecenate contemporaneo, che, nell'ambito del variegato panorama editoriale, ha saputo liberare la soave arte poetica, da quella condizione a cui è stata ingiustamente relegata dalla scuola e dagli studi accademici, conferendogli una nuova, ampia fruibilità e un rinnovato piacere per la lettura.
Dott.ssa Ines Ferrante
20:35 Scritto da: atanatos1717 in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cliodea, ines ferrante, poesia | OKNOtizie |
Facebook
29/04/2010
Locandina di Presentazione Editoriale: "Le Parole del Cuore" di Mariarosaria Salerno 22/05/2010
> Locandina di Presentazione Editoriale del Libro: "Le Parole del Cuore" di Mariarosaria Salerno.
22/05/2010 H. 16.30 - Sala Convegni Tokyo - Museo del Presente di Rende - p.zza Kennedy Roges di Rende (CS).
Presentazione Multimediale della Silloge poetica a carattere religioso e d'amore della poetessa e saggista prof.ssa Mariarosaria Salerno.
Oggetto: Comunicato Stampa: Presentazione del Libro “Le Parole del Cuore” di Mariarosaria Salerno, una Raccolta di Poesie a tema religioso e d'amore.
L'Agenzia Editoriale Multimediale Cliodea di Atanasio Bisignano Editore, con il Patrocinio dell'Amministrazione Comunale di Rende e della Provincia di Cosenza, presenta la Silloge poetica dal titolo “Le Parole del Cuore” di Mariarosaria Salerno, docente, saggista, poetessa, Storica dell'Arte - Autrice di numerose pubblicazioni a carattere divulgativo, scientifico e di testi scolastici. La Kermesse Culturale, avrà luogo sabato 22 Maggio a partire dalle 16.30 in poi, presso la Sala Convegni Multimediale “Tokyo” del Museo del Presente di Roges di Rende – p.zza Kennedy (Cs).
La Silloge poetica è una raccolta di poesie a tema gnomico, per i suoi contenuti epistemologici, etici e religiosi e a carattere d'amore, per le sue connotazioni di lirismo evocativo colme di pathos, mito ed incanto dei sensi, di esaltazione dell'Essere, della Bellezza classica e dello Spirito trascendente.
Relatori del Convegno: prof. Giovanni Cimino - Accademico, Autore di lavori letterari, storici, artistici e archeologici, nonché direttore della Collana “Poeti del Nuovo Millennio”; prof.ssa Maria Angela Merolla - Grecista, Artista teatrale e Coreografa (Pioniera della sperimentazione teatrale nella creazione di un nuovo linguaggio di danza: la danza Orfico-Pitagorica), Psicoterapeuta di stampo analitico.
Interventi della serata: avv. Michele Arnoni - Presidente del Circolo Culturale Re Alarico di Cosenza; prof.ssa Donatella Bisignano - Docente e Responsabile Ufficio Stampa e Comunicazione di Casa Cliodea.
Modera, la dott.ssa Alessandra Primicerio - Esperta d'Arte.
Saranno presenti l'Autrice e l'Editore.
Performance artistico-teatrale: Il gruppo studentesco per il dramma antico (Presidente Maria Angela Merolla) leggerà alcune poesie tratte dalla raccolta “Le Parole del Cuore”. L'interpretazione sarà presentata da: Mariella Cicciù (Esperta di Musica e Teatro, studiosa di Filosofia); Maria Teresa Laino (Esponente del Gruppo Teatrale per il Dramma antico); Antonio Bonanno (Pittore).
Performance musicale-concertistica: La Scuola Francesco Cilea di Castrovillari, diretta dal Maestro Leonardo Saraceni, presenterà alcuni brani eseguiti: dalla giovanissima Soprano Francesca Rao e dal suo accompagnatore Pasquale Aiello.
Performance artistico-coreografica: La Danzatrice Divina Catanzaro, specialista in Danza Classica e Contemporanea, si cimenterà per la prima volta, in esclusiva per la Casa Editrice Cliodea, nel nuovo linguaggio di danza Orfico-Pitagorica, creazione della Coreografa Maria Angela Merolla.
All'interno della Manifestazione Culturale, si alterneranno momenti lirici ed evocativi con la declamazione di alcuni poesie tratte dal Libro, ad opera della prof.ssa Donatella Bisignano e la fruizione multimediale di una breve Clip con montaggio audio, video e testi tratti dall'Opera poetica.
Seguirà un breve Happy Hour di ringraziamento.
Uff. Stampa e Comunicazione
Resp. prof.ssa Donatella Bisignano
Editrice Cliodea
The Publishing House Cliodea, introduces the Book the “Words of the Heart” of Mariarosaria Salerno, a Collection of Poems to religious character and of love. The publishing Presentation of the Book is previewed for the day 22 May to hours 16.30 pm, near Knows it “Tokyo” conventions to it of the “Museum of the Present” of Rende - place Kennedy Roges of Rende 87046 – (CS) Italy. For info and reservations www.editricecliodea.com click on atanasiobisignano@yahoo.it
18:19 Scritto da: atanatos1717 in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cliodea, poesia, poeti, mariarosaria salerno | OKNOtizie |
Facebook
13/04/2010
Le Nostre Collane Editoriali
- Collana di Studi e Ricerche sez. "Mito e Scienza" diretta e curata dalla prof.ssa Donatella Bisignano.
- Collana di Studi e Ricerche "Storia Antica e Archeologia": diretta e curata dalla dott.ssa Ines Ferrante
- Collana di Studi Etnostoriografici e Geopolitica: diretta e curata dal prof. Pasquale Nicoletti
- Collana di Storia dell'Arte e Architettura e la Collana di Poesia "Poeti del Nuovo Millennio": diretta e curata dalla prof.ssa Mariarosaria Salerno
18:45 Scritto da: atanatos1717 in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: poesia, poeti, cliodea | OKNOtizie |
Facebook
Link
www.editricecliodea.com Publish House Cliodea
di Atanasio Bisignano Editore
Direzione e Uffici:
Via L. de Matera 21/F 87100 Cosenza (Italy)
tel.Fax:. +39 0984 482565
email:. bisignano_at@libero.it
email:. atanasiobisignano@yahoo.it
email:. cliodeacredendovides@hotmail.it
email:. atanasiobisignano@editricecliodea.com
18:38 Scritto da: atanatos1717 in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: poesia, poeti, cliodea | OKNOtizie |
Facebook
Alberto Buccino
> In Uscita: "O Teneron d'Amore" di Alberto Buccino. Silloge poetica a carattere religioso e d'amore: Copertina a colori, formato 15x21, Bross. pagg. 200 con illustrazioni e foto.
Per Info e prenotazioni www.editricecliodea.com
12:34 Scritto da: atanatos1717 in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: poesia, poeti, cliodea | OKNOtizie |
Facebook
Mariarosaria Salerno
> In Uscita: "Le Parole del Cuore" di Mariarosaria Salerno. Silloge poetica a carattere religioso e d'amore: Copertina a colori, formato 15x21, Bross. pagg. 166 con illustrazioni dell'Autrice.
Per Info e prenotazioni www.editricecliodea.com
12:19 Scritto da: atanatos1717 in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: poesia, poeti, cliodea | OKNOtizie |
Facebook
Ottavio A. Bisignano
Christus Patiens
ovvero contemplando
l'Uomo della Sindone
Inquietante, misteriosa effige
acheropìta, presenza di una realtà
soprannaturale che supera
ogni nostra esperienza e conoscenza
logica-scientifica,
da lasciarci ammutoliti,
pensosi, sconcertati.
Veritas Resurrectionis:
perfezione della Manifestazione
del divino nel mondo naturale
per la trasformazione
gloriosa dell'Universo intero
e la nostra liberazione
dalle ombre dell'incertezza!
La morte di Gesù,
avvenuta sulla croce
straziante per le innumerevoli
ferite e indicibili dolori
fisici e morali,
è documentata dalle impronte
umane lasciate sulla Sindone,
cruenta testimonianza,
prodotta senza intervento
o artificio dell'arte o scienza umana,
su di un lenzuolo di lino
che avvolse il suo corpo
nel sepolcro.
Si possono, infatti, ravvisare,
su di esso impressi, i lineamenti
chiari ed inequivocabili, ossia,
i tratti iconografici dell'Uomo
spoglio e dolente,
che ha subito la passione
e la crudele crocifissione:
pesto e piagato, coperto
di lividi, contusioni,
ferite e sangue,
dalla testa solenne
incoronata di spine,
ai piedi fustigati
e forati – come il Vangelo
racconta – da farci, piegando
il nostro quanto più orgoglioso,
ostinato, prepotente
scetticismo di uomini
ipercritici e prevenuti,
con voce rotta dai singhiozzi,
esclamare con le parole
del profeta: “Vir dolorum
cuius non erat aspectus!”
Dal fondo della tela,
pur nel contrasto
delle numerose strie
grigiastre o nere, brevi
e sottili, dei riflessi,
delle varie macchie,
diverse per tono e intensità,
dei chiaroscuri, segni dei danni
subiti dal prezioso manufatto,
lungo i molti secoli
della sua esistenza,
balza ai nostri occhi
la visione maestosa
del volto, nell'atteggiamento
di estrema bellezza
e di profonda espressione
di dolore, carico
di forza spirituale
e d'infinito amore!...
Ottavio A. Bisignano
Copyright by Cliodea – tutti i diritti riservati
12:14 Scritto da: atanatos1717 in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: poesia, poeti, cliodea | OKNOtizie |
Facebook
Ines Ferrante: Poesie
A VOLTE T'IMMAGINO
A volte t'immagino
che passeggi in silenzio,
lungo le rive azzurrine
di un lago di stelle,
ed il tuo volto risplende sereno.
A volte t'immagino
che ascolti, sorridendo,
l'eco lontano delle nostre risate,
i nostri ricordi del tempo che fu.
A volte t'immagino
che ripensi, pietoso,
all'andirivieni della tua vita fugace,
a quelle notti infelici,
agli occhi di tua madre,
ancora ricolmi di lacrime,
rivolti verso il cielo lassù
COME…
Come un esploratore
curioso e solitario,
attraverso lo sterminato deserto
delle mie disperse passioni…
Come un naufrago
smarrito e vagabondo,
affondo nell’universo polveroso
dei miei cupi pensieri…
Come un carceriere
crudele e corrucciato
imprigiono nella notte
i miei sogni ribelli…
Come un cacciatore,
temerario e sgomento
inseguo tra le tenebre del cuore
le mie folli speranze…
Si…Il cuore,
un uccello braccato…
…sempre in volo…
LE PAROLE CHE NON TI HO DETTO
Le parole che non ti ho detto
sono rimaste in fondo al cuore,
e sono soltanto parole d’amore.
Le parole che non ti ho detto
mi ritornano alla mente
nella quiete di ogni notte,
ma sono tante, sono troppe.
Le parole che non ti ho detto
le ripete il vento, sempre, ogni momento,
mentre passeggio da sola,
come un'illusione, ancora.
Le parole che non ti ho detto
si confondono nei miei sogni,
si perdono tra i tuoi ricordi,
muta, le nasconde l’anima,
con passione vivida,
e, segretamente,
diventano desideri, dolcissimi pensieri.
PARTO
Parto... .
In silenzio. Senza fare rumore... .
Parto... .
Nella quiete del buio,
tra le pieghe della nebbia... .
Parto... .
Troppo tardi, di gran fretta,
inseguendo, come un richiamo lontano.
il futuro.
Parto... .
Da sola. Senza avere paura... .
Senza guardarmi attorno, lungo strade di pece.
Parto... .
Ma non è un viaggio il mio.
E’ un esilio. Obbligato. Doveroso.
E’ una corsa. Soffocata. Affannosa.
E’ una fuga. Tormentata. Dolorosa.
Con un bagaglio di promesse e di menzogne
che, come l’ombra di me stessa, mi appartiene... .
Con un groviglio di emozioni e di ricordi
che mi assalgono l’anima sfinendola... .
Parto... .
Trattenendo il respiro, socchiudendo gli occhi.
E prima che il rimpianto e la nostalgia
prendano il sopravvento,
piango lacrime tenere e calde... .
PIOVE
Piove.
Sotto gocce di vetro scrosciante cammino felice,
ridendo alla vita,
a quei giorni che ancor non conosco.
Mi riparo talvolta, grondante,
sotto portici umidi e freschi,
nascondendomi all’acqua incessante,
ansimando alla sera che si svela dinnanzi.
Poi, di nuovo, correndo,
riprendo la via,
sotto chiare stelle d’argento
e la pioggia inebriante mi bagna le mani,
mi schiude le labbra, mi accende le guance,
scivolandomi addosso
delicate carezze.
SOGNO
Un angelo bianco vegliò accanto a me,
quella notte,
sorridendomi amoroso.
Con grandi ali spiegate,
un angelo bianco mi cullò tra le braccia,
quella notte,
baciandomi voluttuoso.
Bello e splendente,
un angelo bianco
mi parlò a lungo,
quella notte,
cantandomi gioioso:
“Tutti i fiori della terra raccoglierò per te,
e tutte le stelle del cielo, per te…”.
Poi, sospirando, volò via,
quella notte,
ed io rimasi cosi, d’improvviso, in silenzio,
ritrovandomi sola, ma lieta e serena!
11:50 Scritto da: atanatos1717 in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: poesia, poeti, cliodea | OKNOtizie |
Facebook














